giovedì 2 luglio


CHICO PINHEIRO & LUCIANA ALVES
Chico Pinheiro chitarre Luciana Alves voce Edu Ribeiro batteria
Marcelo Mariano basso

RAY MANTILLA SPACE STATION 75 birthday Tour
Ray Mantilla percussioni Bill Elder batteria Gaspare Pasini sassofoni
Ares Tavolazzi basso Bruno Cesselli piano Alberto Negroni chitarra 

CHICO PINHEIRO & LUCIANA ALVESConsiderato uno degli artisti più significativi della musica brasiliana contemporanea, il chitarrista, compositore e arrangiatore Chico Pinheiro, nato a San Paolo, autodidatta, suonava chitarra e pianoforte a soli 7 anni e a 15 ha iniziato la sua carriera professionale. Diplomato al Berklee College of Music di Boston, Chico è oggi riconosciuto come musicista e compositore di estrema originalità e maturità, indicato da grandi artisti brasiliani come Edu Lobo, Moacir Santos, Brad Mehldau e Cesar Camargo Mariano quale nuovo punto di riferimento della musica brasiliana. Il suo primo Cd Meia Noite Meio Dia (Sony 2003) è stato considerato come uno dei migliori albums dell’anno, da autorevoli giornali e riviste brasiliane. Nel 2005 lancia con l’etichetta Biscoito Fino il cd Chico Pinheiro, celebrato nuovamente da pubblico e critica ma che, questa volta, attraversa i confini nazionali per appassionare anche la stampa e il pubblico europeo e statunitense. E proprio con musicisti nordamericani, Chico inizia un’interessante collaborazione: nel 2007 incide il suo terzo cd NOVA con il chitarrista Anthony Wilson e Brad Mehldau. A Jazz in Parco presenta il suo concerto insieme alla bravissima vocalist Luciana Alves, da sempre presente nei suoi concerti e nei cd.

RAY MANTILLA SPACE STATION Ray Mantilla, con oltre cinquant’anni di attività ha contribuito più di tutti a trasportare l’ancestrale suono delle percussioni nel nuovo millennio. Ha suonato con  tanti grandi nomi, da Charles Mingus a Gato Barbieri, da Eddie Palmieri a Tito Puente, da Max Roach a Dizzy Gillespie. Con i gruppi Space Station e Jazz Tribe porta avanti un discorso personale. Queste band suonano un gran numero di sue composizioni e gli standard non sono quasi mai quelli della tradizione jazzistica. Mantilla è un ragazzo quando negli anni Quaranta la grande mela divenne la mecca della moda cubana. Parker e Gillespie che ascoltavano le orchestre cubane in città inventarono il cubop, l’unione tra il loro bebop e i ritmi centroamericani, suonando con Machito. Proprio questo ambiente in fermento ha visto i primi passi di Mantilla. Ha iniziato a suonare le conga ascoltando i dischi, collezionando musica cubana e ballandola. Nella sua lunga carriera da session man Mantilla ha collezionato collaborazioni a incisioni storiche, come Freedom Now Suite, il grido di lotta per i diritti civili voluto da Max Roach. Un altro momento “storico” è sicuramente quello del tour cubano nel 1977. Per la prima volta Gillespie, Stan Getz e Mantilla, aggirando l’embargo imposto dal governo americano, visitarono l’isola e suonarono con i musicisti locali, tra cui Arturo Sandoval e Paquito D’rivera, poi emigrati negli States. Parlando dell’Italia il personaggio più amato non è un musicista ma Alberto Alberti, ora scomparso, creatore di Umbria Jazz e del gruppo “italiano” di Mantilla, quello con cui suona anche a Jazz in Parco. Alberti coinvolge Sergio Veschi, il patron della Red Records e Ray, finalmente leader, incide i suoi dischi più belli per l’ etichetta nostrana, come Hands of fire, (Red Records, 1984).

Il concerto di Ray rimane una esibizione istrionica e energetica. Spiega: chi suona latino deve suonare molti brani veloci, tirati. Ray oltre a comporre dirige con le sue congas i brani, ne stabilisce il tono, il clima. E i brani sono carichi di significato, di soul e di un ritmo che tira fuori l’anima della musica.