venerdì 26 giugno
ONDINA SANNINO & DEIDDA BROS
“SEXTETO BRASIL”
Ondina Sannino voce
Sandro Deidda sax tenore e soprano, flauto, clarinetto
Dario Deidda basso elettrico
Alfonso Deidda pianoforte, sax contralto, sax baritono, flauto
Alessandro Castiglione chitarra Stefano Tatafiore –batteria
STANLEY JORDAN
Guitar & Piano Solo
Jazz in Parco apre i battenti all’insegna della musica brasiliana. Nel 2008 la bossa nova ha compiuto 50 anni. Il progetto ripropone alcuni dei “classici” di questo genere musicale che ha reso famosi in tutto il mondo musicisti come Tom Jobim, Caymmi, Edu Lobo, Vinicius De Moraes, e le loro canzoni. Un concerto di facile ascolto ma di altissima qualità musicale, grazie alla presenza dei fratelli Deidda, polistrumentisti e musicisti straordinari. Ondina Sannino si è fatta notare dalla critica specializzata per il suo cd “Homage to Wayne Shorter”, progetto unico nel suo genere dove realizza versioni cantate di famose composizioni del grande sassofonista americano, per le spiccate doti interpretative e l’abilità mostrata nell’uso dell’improvvisazione vocale.
Cercare di descrivere adeguatamente Stanley Jordan è impresa impossibile: il chitarrista elettrico americano è tra le figure importanti ed più originali della storia di questo strumento. Egli rinnova e porta a livelli massimi una tecnica, il “Touch” o “Tapping”, che gli permette un uso pianistico della chitarra. Jordan non usa il plettro e non “pizzica” ma ora “percuote” ora ne “tira” le corde fino a creare un sound in cui le linee melodiche, i contrappunti e le linee di basso s’incrociano, danzano, come se fossero una, due, tre chitarre che suonano insieme. Dai suoi inizi
come musicista di strada a New York e Philadelphia, Jordan è stato attratto da molti stili musicali, dal pop al jazz, alla musica classica, al blues.
E’il concerto live dove Jordan da’ prova di essere capace di catturare il pubblico da solo per oltre 2 ore di concerto. Jordan è artista i cui album hanno venduto centinaia di migliaia di copie: Magic Touch (1985) ad esempio, fu uno straordinario successo. La sua cover di “The Lady in my Life” di Michael Jackson, è ormai uno “standard” del Contemporary Jazz.
Dai suoi meteorici inizi attraverso un periodo di intensa riflessione, Jordan è diventato un musicista maturo che ha una idea molto chiara di ciò che vuole dire. Egli rappresenta un vero e proprio fenomeno che si ripete da 30 anni.







